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UN RITRATTO DI PIETRO STILLI, FOTOGRAFO DI MODA

Abbiamo intervistato Pietro Stilli, fotografo triestino amatoriale specializzato in ritratti, moda e beauty. Una passione nata come uno svago ma che l’ha portato negli anni a collaborare con importanti figure del panorama fotografico italiano e internazionale. In questa intervista Pietro ci porta dietro le quinte di un set fotografico in Liguria, spiegandoci gli aspetti più significativi della fotografia di moda e illustrandoci la sua esperienza con la Fujifilm GFX 100S.

La mia passione per la fotografia nasce nel 2013, dopo la morte di mio padre. Avevo bisogno di svagarmi e di tenere la mia mente occupata e così acquistai la mia prima reflex, una entry-level. All’epoca sapevo scattare solo in automatico e così decisi di iscrivermi a un corso di fotografia di base con Alessandro Bidoli, per poi passare al corso avanzato. La svolta per me avvenne nel 2014, quando un giorno a Venezia mi imbattei per puro caso in Marco Tortato, fotografo professionista e Fujifilm Ambassador. Era alle prese con un progetto fotografico che consisteva nel ritrarre delle modelle per le vie di Venezia, dal tramonto fino all’alba. Mi misi a scattare con lui per tutta la notte ed è in quel momento che è nato il mio amore per i ritratti e la fotografia di moda. Decisi così di diventare un fotografo professionista, senza però abbandonare il mio lavoro come consulente fiscale, e iniziai a frequentare vari corsi tenuti da Marco Tortato.

Piano piano si è sparsa la voce e mi sono fatto un nome. Oggi lavoro con molti modelli e modelle, organizzo eventi e workshop di fotografia e ho anche avuto la soddisfazione di realizzare un libro di ritratti fotografici intitolato Assertive Portraitpubblicato dalla casa editrice londinese Snap-Collective. Tuttavia non si finisce mai di imparare e perciò tutt’ora continuo a formarmi con fotografi professionisti, tra cui Roberto Fiocco e Thomas Capasso, due esperti che mi hanno insegnato molto.



Thomas abita in Liguria e due volte all’anno vado nel suo studio fotografico per fare esperienza e migliorare la tecnica. A luglio ho partecipato a uno shooting fotografico di moda che si è tenuto proprio nel suo studio. Durante quelle tre giornate io e Thomas abbiamo ritratto Michela Triulzi, una modella di Milano e Martina Redivo, una ragazza di Trieste alle prime armi nel mondo della moda. Il progetto non era stato commissionato, ma era su iniziativa di Thomas: in questi casi, tutte le scelte stilistiche e organizzative ricadono sul gusto personale del fotografo: dagli outfit al trucco, dalle pose alle inquadrature, dalle luci agli elementi presenti nelle foto. Gli scatti sono stati poi mandati a un editoriale e successivamente acquistati da Meruem, una rivista di moda australiana.

Per fare delle foto professionali di questo tipo, ovviamente la macchina fotografica non basta.

All’interno degli studi fotografici moderni sono presenti delle luci apposite e flash esterni che scorrono lungo dei binari posizionati sul soffitto. Inoltre, è necessario avere il trigger, cioè un telecomando che attiva il flash al momento dello scatto. Ai lati dell’inquadratura vengono posizionati dei grandi pannelli di polistirolo di colore bianco o nero, a seconda di quanta e quale luce si vuole ottenere. Lo sfondo dietro alle modelle è di carta, solitamente bianca o nera, al fine di mettere in risalto il colore degli abiti, ma a volte il materiale è di stoffa, per ottenere un effetto un po’ diverso dal solito. Infine, in un set fotografico vengono utilizzati i props, cioè oggetti di scena come dei cubi o sedie che entrano a far parte della foto.



Durante questo progetto ho avuto la possibilità di usare la Fujifilm GFX 100S e ho scoperto degli aspetti molto importanti di questa macchina. I fotografi professionisti hanno poco tempo e non possono cambiare le impostazioni in continuazione. Bisogna essere rapidi e fare foto di qualità, e la Fujifilm GFX 100S risponde perfettamente a questa esigenza. Il menù è user-friendly, intuitivo e immediato, tipico della logica Fujifilm. Si tratta di una macchina fotografica pensata in un’ottica di praticità, con un bilanciamento del bianco fenomenale e una gamma dinamica incredibile. È senza dubbio una macchina professionale per professionisti.


Per quanto riguarda le ottiche invece, durante lo shooting ho utilizzato un obiettivo Fujifilm GF 63mm F/2.8 R (pari ad un 50mm FF), un’ottica decisamente versatile. Facendo due passi avanti catturo i dettagli, mentre con due passi indietro riesco a prendere una figura intera o un piano americano. Per fare ritratti si usano quasi sempre ottiche fisse, perché regalano una qualità decisamente più elevata rispetto a uno zoom.

Conoscere gli aspetti più tecnici di un set fotografico però, non è sufficiente. Chi vuole avventurarsi nel mondo dei ritratti e della fotografia di moda deve tenere ben a mente tre cose importanti: innanzitutto occorre essere curiosi e buttarsi, senza paura di sbagliare. Poi bisogna scattare tanto, perché solo con la pratica costante si può migliorare. E infine, si deve sempre ricordare che la modella che si ha di fronte non è una natura morta, ma una persona con delle emozioni. Un atteggiamento arrogante o impacciato del fotografo influenza negativamente le espressioni facciali della modella. Per ottenere uno sguardo sincero, bisogna comunicare. Per ricevere bisogna prima di tutto dare.

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